Jovanotti | Come un senso unico

Abbiamo chiesto ad alcune amiche e amici, come Jovanotti, Lella Costa, Elio di Elio e le Storie Tese, Giuliano Pisapia e altri, di raccontare il loro punto di vista sulla relazione: l’amore e l’amicizia, il lavoro, l’educazione e l’aiuto, la politica, la relazione con Dio e con se stessi. Sono spunti per riflettere e per sorridere, un piccolo dono e un invito alle lettrici e ai lettori per dedicare, a loro volta, un po’ del loro tempo a considerare che ogni giorno siamo in relazione e, quindi, a porsi la domanda: «Che cosa posso fare per migliorare le mie relazioni?»

Questo è il contributo inedito scritto qualche anno fa per don Gino Rigoldi da parte di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti.

La relazione… Ora che ci penso credo che questa sia la prima volta in vita mia che scrivo questa parola, «relazione». Certo che di relazioni ne ho vissute un sacco, io stesso esisto perché il mio babbo e la mia mamma ebbero una relazione dalla quale in qualche modo sono venuto al mondo io e pure i miei fratelli. Eppure, ne sono certo, questa parola è neutra, non indica nulla di buono di per sé e nemmeno di negativo o di speciale. Si amavano i miei genitori? Vattelapesca! Io non ho mai osato chiederlo a nessuno dei due, e ora che la mia mamma non c’è più mi resterebbe da chiederlo al mio babbo, ma non lo farò, perché non mi serve sapere la risposta, perché ormai io ho 47 anni e, sebbene forse servirebbe a lui darmela, sono suo figlio e certe cose a casa nostra non si sono mai domandate, che non significa che non siano importanti. Lo sono diventate nel tempo, nella nostra epoca lo sono, oggi noi questa parola «relazione» siamo tenuti a riempirla di qualche qualità e di farci  i conti, non possiamo più permetterci di vivere una relazione, anche la più superficiale, senza chiederci quanto stiamo donando di noi stessi, e quanto chiediamo in cambio, se chiediamo in cambio qualcosa.

A volte mi domando se il fatto di aver fatto l’artista, il cantante, insomma questo mestiere qua, non sia un tentativo per deviare il discorso, per scansare le domande, per gettarmi in una relazione più ampia, nella  quale io sono il mozzo di una ruota piena di raggi che gira veloce, sempre più veloce, più veloce che può. Certo non è una cosa di cui vantarsi, non lo è per niente, sebbene riponga un po’ di speranza nel fatto che da questo mio limite umano sia scaturita qualche tipo di gioia buona per qualcuno, attraverso la mia musica, le mie avventure, i miei concerti.

Rimane però la sensazione che la relazione importante non sia quella, ma quella in cui ci mettiamo in gioco uno a uno, come in quel gioco che c’è a volte ai giardinetti in cui c’è una trave e uno si siede da una parte e uno,o una, dall’altra, e ci si dondola, e se uno si alza l’altro cade, e se uno è più pesante l’altro dovrà spingere più forte. Ecco, non vorrei parlare qui d’amore, perché Don Gino sa usare parole migliori delle mie sull’argomento, voglio parlare di cosa conta nella vita.

Viviamo in un’epoca in cui tutto appare reversibile, possiamo cambiare quasi tutto di noi. Possiamo lasciarci, rifarci il naso, cambiare disposizione di mobili, tingerci i capelli, cambiare canale, cambiare sesso, possiamo farlo, affrontando passaggi più o meno difficili lo possiamo fare, e io la considero una grossa evoluzione della quale essere grati e per la quale spendersi e combattere, ma ci sono cose irreversibili, assolutamente a senso unico, e una relazione è questa cosa. In una relazione temo che si possa andare solo avanti, ogni parola detta non tornerà indietro, ogni gesto è irreversibile e porta ad un altro gesto, ogni effetto è una causa, ogni respiro è il primo di una nuova serie. Detta così mette strizza, vero? Invece no, è il senso stesso dell’avventura del vivere, la relazione è il senso della vita perché è un senso UNICO: la vita procede in avanti insieme alle persone con le quali entriamo in relazione. Non siamo soli, siamo figli di qualcuno, siamo fratelli di qualcuno, siamo lo specchio di qualcuno, siamo nel traffico con qualcuno, siamo soli perché abbiamo rinunciato a qualcuno, siamo l’esempio per qualcuno, siamo in fuga da qualcuno, andiamo incontro a qualcuno, ed è bellissimo così, è un grande viaggio, irripetibile per ciascuno di noi, e nuovo per ciascuno di noi. Se in questo viaggio capita che ci si infili l’Amore, notate la A maiuscola, tutto prende senso, semplicemente. Se addirittura un po’ di Amore con la A maiuscola uno riuscisse  a infilarlo in ogni relazione, anche in quelle più distratte, può succedere di tutto, cose mirabolanti, altro che chiacchiere! Non è facile, vi avverto, io non ci riesco quasi mai, ma quando mi è capitato di riuscirci ho visto la meraviglia del vivere, che è qualcosa per cui vale davvero la pena vivere.

2018-04-06T13:11:05+00:0005/04/2018|Categories: Chiamala relazione|