«Quando sei dentro, sogni solo di uscire. Poi esci… e tutto ricomincia a correre. Gli stimoli, le paure, la velocità della vita ti investono e tu devi ricominciare».
Daniele è uno degli ospiti del Centro Diurno Azimuth e lo frequenta da quattro mesi dopo aver trascorso due anni a Opera. «Lì ho riscoperto cose semplici: allenarmi, leggere, ascoltarmi. Ho avuto tanto tempo per me e per prepararmi a tornare alla “vita vera” e ora il mio obiettivo è tornare indipendente, trovare un lavoro e ripagare mia madre per tutto quello che ha fatto: è lei che si è occupata di mia figlia nei due anni appena trascorsi. Io voglio essere un buon padre per mia figlia e sostenerla nei suoi sogni di università e carriera. Ma senza lavoro è complicato: prima io ero un maître, ho lavorato in diversi locali del centro di Milano e mi piaceva davvero tanto.
Il lavoro mi ha aiutato tante volte a tenermi lontano dai guai, mi ha salvato in tante occasioni perché mi trovavo bene con la squadra e mi riempiva di gioia vedere i clienti soddisfatti e felici. Poi sono inciampato e ora trovare un lavoro nel settore della ristorazione mi sembra un miraggio: il pregiudizio mi sbatte la porta in faccia, anche quando ci metto tutto me stesso. Ma non mollo: mi impegno, mi tengo lontano da chi mi tirava giù e sto imparando che il futuro non si affronta correndo, ma un passo alla volta. E che chiedere aiuto non è debolezza, è forza».
Il Centro Diurno Azimuth di Comunità Nuova – che noi di Fondazione sosteniamo – è un servizio semi-residenziale terapeutico-riabilitativo dedicato al sostegno delle persone con problemi di dipendenza da sostanze.
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