Quando Rim si è presentata per il colloquio iniziale per entrare a far parte del progetto “Borse di Studio Gianfranco De Martini”, i suoi occhi non si sono fermati alle sedie o ai documenti. Si sono appoggiati alle fotografie appese alle pareti. In quel gesto c’era già tutto: la curiosità, il desiderio di fare volontariato, la voglia di far parte di qualcosa.
Eppure, per il mondo esterno, Rim era una “scommessa a rischio”. Diplomatasi all’istituto professionale odontotecnico, con alle spalle qualche perplessità dei suoi insegnanti, portava sulle spalle un carico silenzioso e gigante: quello della sorella maggiore. Nelle famiglie unite e solide come la sua, l’amore si traduce spesso in responsabilità quotidiane, cura dei fratelli più piccoli, gestione della casa. Competenze enormi, che però Rim faticava a riconoscere come risorse e che le toglievano la costanza necessaria per affrontare l’università.
Quando ha scelto Mediazione Linguistica e Culturale, voleva studiare il russo. Ma restare accanto significa anche aiutare a guardare la realtà senza sminuire i sogni: l’équipe l’ha accompagnata a comprendere che valorizzare la sua madrelingua araba affiancandola a una lingua neolatina come lo spagnolo sarebbe stato il trampolino più sicuro. Una scelta che Rim ha compreso appieno solo col tempo, scoprendo la saggezza dei consigli ricevuti quando la strada si è fatta in salita.
Il vero valore del restare accanto, però, si misura nei momenti di crisi. A fine luglio, quando la quota del 75% dei crediti universitari sembrava un miraggio e il rischio di uscire dal progetto era tangibile, Rim non si è chiusa in se stessa. Ha alzato il telefono e ha fatto la cosa più difficile per chi è abituata a dover dimostrare di essere sempre forte: ha chiesto aiuto. “Ho bisogno che mi stiate col fiato sul collo“, ha chiesto all’équipe.
Accanto a lei nessuno si è sostituito al suo sforzo, né le ha fatto pesare la rincorsa. Ci si è seduti a un tavolo, calendario alla mano, per trasformare il panico in una programmazione concreta. Le competenze di cura e gestione che usava a casa sono diventate il suo metodo di studio.
Oggi, mentre prepara la tesi, affronta gli ultimi esami e gestisce un primo lavoro, Rim non è solo una studentessa vicina al traguardo. È una donna che ha scoperto che chiedere aiuto non è una debolezza, ma un gesto di profonda maturità. Restare accanto non ha significato guidare la barca al posto suo, ma lasciarle il timone con la certezza che, anche dentro la tempesta, non sarebbe stata mai sola.

