Quando S. è arrivata in Italia dal Camerun, nel 2017, sognava di costruirsi un futuro con le proprie forze. Ha frequentato l’università a Parma, laureandosi in Scienze Zootecniche, poi si è trasferita a Milano in cerca di nuove opportunità di lavoro e di una casa. «Trovarne una era diventato impossibile, è stato un periodo molto faticoso: affitti troppo alti, stanze in condivisione introvabili, soluzioni temporanee che non potevano durare…» racconta mentre culla nel passeggino il piccolo A., di soli sei mesi.
Lavorava (e lavora tutt’oggi) in una casa di riposo, ma con uno stipendio modesto e un contratto appena diventato stabile trovare un alloggio accessibile a Milano era una missione impossibile. «Cercavo tra Cesano Maderno, Seveso, Palazzolo Milanese, tutti i paesini sulla linea ferroviaria… ma non trovavo niente. Alla fine avevo quasi rinunciato.»
Poi è arrivata una telefonata dell’assistente sociale: «C’è un progetto di housing, ma siete in tante… Avevo solo l’1% di possibilità, ma quell’1% è bastato. Quando mi hanno detto che ero stata selezionata non ci credevo! Sono arrivata nel progetto a febbraio: ero felice per me, ma ancora di più per A., che portavo in grembo».
Da allora tutto è cambiato. S. ha trovato nel progetto accoglienza e sostegno. «Mi sono sentita accudita. Le educatrici mi sono state vicine con discrezione e rispetto, mi hanno aiutata a ritrovare serenità. Quando le educatrici mi sono venute a trovare in ospedale dopo il parto non lo facevano solo per lavoro: chiedevano come avessi dormito, se avessi mangiato… mi sentivo vista, ascoltata, capita.»
Oggi S. vive con suo figlio in una casa bella e luminosa, in cui immaginare il futuro. «Per me è importante sapere che A. crescerà in un ambiente tranquillo e dignitoso. Quando ho visto la casa per la prima volta mi sono commossa: non avevo mai immaginato per me una sistemazione – benché temporanea – così bella!»
Durante la maternità S. ha deciso di non fermarsi: frequenta un corso da Operatrice Socio Sanitaria (OSS) per costruire una nuova stabilità lavorativa. «È impegnativo, ma mi dà speranza. Mi aiuta a credere che posso davvero offrire a mio figlio una vita migliore.»
Passo dopo passo, ha anche ritrovato fiducia negli altri. «Prima avevo imparato a contare solo su me stessa, perché chi avevo accanto spesso mi aveva deluso. In questo progetto ho trovato persone che sono presenti davvero. Sto imparando ad aprirmi di nuovo, a fidarmi, a costruire relazioni sane. È importante anche per A.: voglio che cresca vedendo una mamma serena, capace di credere ancora negli altri».
«Una casa per ricominciare» è il nostro progetto di transizione abitativa per accompagnare famiglie, nuclei di nuova formazione, giovani che escono da percorsi di vulnerabilità sociale che hanno già un lavoro stabile all’autonomia abitativa fornendo un alloggio temporaneo e un percorso di sostegno educativo.
Il progetto è sostenuto anche da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con CESVI.

