Una scuola per rinascere

La storia di inclusione sociale di Paolo e la scuola di edilizia al carcere di Opera

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Paolo lavora come manovale in una ditta edile a Milano. Se fosse tornato indietro di qualche tempo, alla domanda «quali sogni hai per il tuo futuro?» avrebbe risposto che lui, un futuro, non lo aveva più. Ma oggi la sua risposta è completamente diversa: «Se hai un lavoro le persone ti guardano in modo differente e cominci a pensare che anche tu allora vali. Per me la formazione di edilizia mentre ero detenuto a Opera è stata una salvezza: le persone che lavorano all’interno di questo progetto mi hanno fatto sentire accolto senza pregiudizio dal primo giorno.

In cantiere non ho trovato solo colleghi, ma anche una famiglia: sento di avere tanti “fratelloni” che credono in me e mi stanno facendo crescere sicuramente a livello professionale ma anche a livello personale. Ci sono persone che conosco da molto tempo che non avrebbero mai puntato nulla su di me – soprattutto per il mio passato -, invece questo progetto mi ha fatto incontrare chi mi ricorda che valgo, che sono un nuovo Paolo ora e che non sono l’errore che ho commesso. Il mio momento preferito di questo lavoro? Il primo giorno, me lo ricorderò per sempre. Mi sono presentato tutto agitato sul cantiere e appena mi hanno aperto il cancello ho pensato: “sto rinascendo, è la mia occasione per ricominciare”».

La «Scuola di edilizia al carcere di Opera» si occupa di proporre un corso di formazione professionalizzante ai detenuti del carcere di Opera, proponendo loro l’assunzione all’interno di alcune aziende che operano nell’edilizia. Noi di Fondazione sosteniamo percorsi di chi, come Paolo, vuole ricominciare una nuova vita una volta uscito dal carcere.

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