Elisa ha 31 anni e quest’estate riparte insieme a BIR per il campo di volontariato al don Orione di Bucarest. Lo dice con il sorriso, ma senza nascondere che fa un certo effetto: il gruppo che guiderà è composto da ragazzi giovanissimi. Lei è la più grande eppure sa già che, nonostante la differenza d’età, anche stavolta si si creerà quella strana e meravigliosa armonia che solo certi viaggi riescono a far nascere.
«La prima volta che sono partita avevo 22 anni. All’inizio mi ero proposta solo per fare foto e video durante il campo di volontariato, ma in poco tempo ho capito che non mi bastava stare dietro l’obiettivo. Avevo bisogno di esserci davvero, così ho messo giù la macchina fotografica e sono diventata volontaria».
Per Elisa il volontariato è relazione. «Durante i campi di volontariato si vive tutti insieme e l’importante non è “salvare il mondo” o “fare qualcosa per gli altri”, è vivere qualcosa con gli altri. Anche quelli che all’inizio sembrano più distanti, piano piano si attivano: quello che all’esterno può sembrare un gruppo casuale, diventa una piccola comunità».
Ogni volta che riparte la sensazione è sempre la stessa: quella di fare la cosa giusta, nel momento giusto, con le persone giuste.
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