Un modello integrato dentro e fuori le mura
L’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano affronta da tempo sfide complesse, tra sovraffollamento e carenza di personale. Per rispondere a queste criticità con strumenti concreti, la Fondazione Don Gino Rigoldi, Comunità Nuova e l’Associazione BIR ODV – tre realtà legate dalla storica esperienza di don Gino Rigoldi – hanno deciso di unire risorse e competenze professionali.
Da questo percorso di riflessione condivisa nasce Piazza 21, un progetto che trasforma la pena da percorso isolato a vera opportunità di inclusione.
Perché “Piazza 21”? Il significato del nome
Il nome racchiude la filosofia e il cuore dell’intervento:
La Piazza: è il luogo pubblico per eccellenza, uno spazio di incontro spontaneo per i giovani del quartiere pensato per abbattere ogni barriera o stigma sociale.
Il 21: ha un doppio valore. Per i ragazzi evoca un punto di ritrovo o un civico di riferimento; per le istituzioni richiama l’Articolo 21 dell’Ordinamento Penitenziario, che disciplina le attività svolte all’esterno delle mura carcerarie per motivi di lavoro e formazione.
Il payoff del progetto, Trame Urbane. L’Incontro che Ricuce, sintetizza l’unione tra le relazioni che prendono forma nel territorio e il valore di comunità: non punire isolando, ma ricucire i legami strappati e riparare il tessuto sociale della comunità.
I capisaldi dell’intervento
Piazza 21 si sviluppa attorno a quattro direttrici fondamentali:
🧱Oltre le mura: «portare i ragazzi fuori» dall’IPM Beccaria, accompagnandoli lungo l’arco della giornata.
🛠️Formazione e supporto: creare da una parte una rete di luoghi operativi in cui sperimentare percorsi di formazione professionale e inserimento lavorativo con un costante affiancamento educativo; dall’altra offrire attività laboratoriali e spazi ricreativi per favorire esperienze fondamentali tipiche dell’adolescenza.
🫂Incontro con la comunità: mettere in contatto diretto i giovani provenienti dal sistema penitenziario con i coetanei e gli abitanti del quartiere.
📢Sensibilizzazione: informare l’opinione pubblica sul mondo giovanile e sulla realtà detentiva, promuovendo una cultura dell’accoglienza e della responsabilizzazione.
I ragazzi non cambiano al chiuso di una cella, ma dentro le relazioni e le opportunità che solo l’integrazione con il territorio può offrire. Unire la comunità, le risorse professionali e chi lavora quotidianamente con loro è l’unico modo per dare una risposta reale ai loro bisogni e costruire un futuro diverso.
Don Gino Rigoldi, cappellano Emerito del Beccaria

