Un lavoro per cambiare vita dopo il carcere

La storia di Leke all’interno del progetto “Scuola di edilizia al carcere di Opera”.

Condividi su

Alcuni ricordi rimangono indelebili e uno di questi per Leke è l’abbraccio del suo figlio maggiore al suo ritorno a casa dopo il carcere: «Mia moglie era andata a prenderlo dopo gli allenamenti e tornando a casa si era fermata a prendere delle pizze. “È una serata speciale?” aveva chiesto il bambino. E appena arrivato a casa aveva capito che sì, sarebbe stata una serata indimenticabile».

Ci racconta così Leke, seduto su una panchina al sole davanti al cantiere in cui sta lavorando ora, in zona Tortona a Milano. «Uscire dal carcere con un lavoro in mano per me è stata la cosa più bella che potessi immaginare. La “Scuola di Edilizia al Carcere di Opera” mi ha dato molto più di un impiego: mi ha restituito la dignità. Mettere a punto un mestiere (perché io avevo già lavorato in edilizia, ma ho spolverato alcuni concetti durante il corso), seguire la formazione e ottenere un contratto a tempo indeterminato è stato il mio modo di tornare a contare. Oggi non sono solo un operaio, sono capocantiere! Guido la mia squadra nei lavori e per me è bellissimo avere questo ruolo. Ho capito che il lavoro è lo strumento più potente per costruire il proprio futuro. Ai miei compagni dico sempre di non sprecare le opportunità: il lavoro ti cambia dentro, ti dà uno scopo e ti insegna che il passato non deve dettare il tuo domani. Ora torno a casa ogni sera, vado a vedere le partite del mio figlio più grande e riempio di coccole quello piccolo, perché mi sono perso una parte della loro vita. Ma ora sento che finalmente sono dove devo essere».

Puoi sostenere anche tu questo progetto

Donarci il tuo sostegno è semplice e puoi farlo in tre modi.

Dona tramite Bonifico Bancario
Dona online con Carta di Credito o PayPal
Dona con Satispay