«Come si fa a coinvolgere ragazzi e ragazze con il teatro? È una magia, la potenza di questa forma artistica». Racconta così Lisa, la fondatrice di Puntozero Teatro, ai microfoni di “Innamorati di Milano” – il podcast che narra la città e le sue complessità.

«Il teatro mette tutti in primo piano e ogni membro del gruppo è fondamentale per la buona riuscita dello spettacolo. È uno strumento fortemente educativo: da 30 anni siamo all’interno dell’IPM Cesare Beccaria e abbiamo trasformato uno spazio dismesso in un teatro, un luogo di incontro e lavoro per i ragazzi. Per chi è dentro cambia completamente la visione della detenzione, che diventa davvero un’occasione di riscatto; per chi invece arriva dall’esterno diventa l’opportunità di mettersi in gioco in un contesto tra pari ed eterogeneo».
Ma come può riuscire, il teatro, a tenere insieme culture molto differenti tra loro, come quelle che si incontrano all’interno del Beccaria?
Noi di Fondazione, che sosteniamo il lavoro di Puntozero Teatro, sappiamo bene che il linguaggio artistico è universale e che è una delle chiavi per dare un’alternativa alla vita in cella e Lisa racconta proprio questo, ma ci fa sorridere con qualche aneddoto sui gruppi di ragazzi con cui lavora. «È una cosa pazzesca, qui non importa da che parte del mondo provengano i ragazzi, a teatro parliamo tutti la stessa lingua. E la prova del nove secondo me la trovo nell’Antigone di Sofocle – opera del V secolo a. C. -: si direbbe che non potrebbe mai essere amata dai ragazzi, che con quel tempo non hanno nulla in comune. E invece i ragazzi, che tra l’altro all’interno del carcere minorile hanno spesso provenienze e culture lontane dalle nostre, lo adorano. Un ragazzo l’ha definito “lo spettacolo più bello del mondo”, un altro si è tatuato una battuta sul polpaccio, un altro ancora si commuove quando fa una delle parti più rilevanti. Il teatro collega generazioni completamente differenti con una chimica strana e misteriosa».
Guardando al futuro, Lisa esprime i suoi desideri per Puntozero: «Vorrei assumere tutti i ragazzi del Beccaria! Vorrei avere tantissime produzioni in cantiere, crescere con la credibilità e dare lavoro ai ragazzi, investire nella loro cultura. Lo spettacolo mette in moto professionalità, progetti, relazioni e sogni. E quando si sogna, si crea qualcosa che nessuno credeva fosse possibile».
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