Volontariato è mettersi in gioco

La storia di Giulia e il volontariato al Beccaria.

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La voglia di fare volontariato nasce dal desiderio di mettersi in gioco. Per Giulia, tutto è iniziato con l’idea di avvicinarsi al suo futuro. «Sapevo di voler lavorare in ambito educativo e sociale e il volontariato è stato il primo passo. Ho iniziato da giovanissima con BIR, l’unica associazione a proporre attività a ragazze e ragazzi dai 16 anni. Ricordo che al primo weekend di presentazione mi accompagnò mia mamma! Da lì, i campi in Romania, le esperienze in Italia e oggi il mio impegno con il gruppo BeccaBIR all’interno dell’IPM Beccaria».

Giulia studia Scienze dell’Educazione e il volontariato in carcere la ispira profondamente. «Volevo toccare con mano e capire dall’interno una realtà complessa. Le attività che facciamo sono semplici: giochi, chiacchiere, cene condivise. E ogni volta che usciamo registriamo un audio per riflettere su ciò che abbiamo vissuto. È impossibile raccontare tutto, ma ogni punto di vista arricchisce».

Quando le chiediamo cosa rappresenta per lei BIR, risponde: «Non è solo un’associazione, è stato un luogo di crescita e scoperta. Mi ha accompagnata in tante “prime volte” e mi ha fatto conoscere desideri che non sapevo di avere. Il volontariato è anche libertà: non è un obbligo, ma una scelta che ti responsabilizza verso te stesso e gli altri».

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