Inizia oggi la nuova rubrica della nostra Fondazione, un appuntamento pensato per esplorare da vicino i temi chiave che guidano il nostro impegno quotidiano. Ogni due mesi approfondiremo un argomento specifico: un filo rosso trasversale che si ritrova in ogni nostro progetto, sia in quelli che gestiamo direttamente, sia in quelli che sosteniamo.
Toccheremo aspetti comuni e sfide condivise che uniscono tutti i nostri progetti. Per questi primi due mesi, il nostro viaggio parte da un tema fondamentale: “costruire autonomia”. Vi racconteremo il nostro sguardo su questo ambito, la prospettiva di chi lavora sul campo e le storie vive di chi abita i nostri progetti.
Diventare autonomi: è questo ciò che più desideriamo per le nostre e i nostri giovani. Vogliamo che crescano, che sappiano “pensare con la propria testa”, che sappiano scegliere e che sappiano scegliere bene. Significa che avranno ricevuto gli strumenti e i principi necessari per distinguere il bene dal male. Un arco di vita, dunque, che comincia con la completa dipendenza nella quale ci troviamo da bambini e arriva all’autonomia, all’indipendenza, alla libertà. Ma non ci si arriva da soli.
Occorre crescere insieme ad adulti che ti accompagnano senza sostituirsi a te. È una scelta pedagogica che noi adottiamo in ogni nostro progetto. Per realizzarla occorre resistere alla tentazione di fare le cose al posto dell’altro, che di solito accade perché soffriamo a vederlo in difficoltà o perché vogliamo che faccia bella figura, che le faccia come le facciamo noi, naturalmente “perfette”. Accompagnare, sostenere: significano essere presenti, far sapere che c’è sempre una persona disponibile ad ascoltarti quando temi di non farcela.
Per diventare autonomi occorre conoscersi e avere almeno una discreta stima di sé. Avere fiducia in sé stessi ma anche essere pronti ad affrontare gli errori. Queste caratteristiche si consolidano grazie allo sguardo degli altri, se è uno sguardo capace di valorizzare le nostre buone qualità e di accettare i nostri errori e le nostre fragilità, aiutandoci a comprenderle per superarle. Anche questa è una scelta pedagogica.
Non si diventa grandi da soli, ma per diventare autonomi da soli non basta una buona compagnia. Ci vuole anche la concretezza di un lavoro e di una casa.
Dobbiamo però ammettere che se il pensiero dominante celebra l’autonomia e l’indipendenza come caratteristica di maturità e di successo, allo stesso tempo viviamo in una città, Milano, che ostacola chi parte svantaggiato perché è nato nel posto “sbagliato”, da una famiglia disgregata, in una condizione di povertà economica e spesso anche culturale.
Il nostro lavoro è eliminare questi ostacoli e creare le condizioni di pari opportunità per chi è stato meno fortunato. Promuoviamo i percorsi di studio superiori e universitari dei giovani delle periferie con attività di orientamento e borse di studio, affinché possano avere accesso a migliori condizioni lavorative. Sosteniamo la formazione ai mestieri e l’accesso al mondo del lavoro per chi non è riuscito a trovare spazio per mettersi alla prova. Offriamo opportunità di housing temporaneo come trampolino per raggiungere una stabilità abitativa sostenibile nel tempo.
Autonomia, dunque: una condizione mentale e allo stesso tempo materiale. Con questa convinzione i nostri progetti accolgono e accompagnano le nuove generazioni.
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