Centro per giovani “Ermanno Olmi”

Il Centro per giovani “Ermanno Olmi” in Piazza Olivelli a Milano è un Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) aperto 5 giorni a settimana. Le attività sono rivolte ai più giovani e alle loro famiglie e vengono progettate insieme ai ragazzi in base alla lettura dei bisogni. Centrale è il lavoro sulla relazione, intesa come strumento e obiettivo, a partire dalla quale si promuovono l’inclusione e l’aggregazione dei ragazzi per sviluppare competenze e accompagnarli nel percorso verso l’adultità educandoli all’errore e alla fiducia in se stessi.

Il progetto di Comunità Nuova è sostenuto dalla Fondazione Don Gino Rigoldi per il biennio 2021-2023 grazie anche al contributo di Enel Cuore.

Enel Cuore è al nostro fianco aiutandoci a rispondere ai bisogni delle persone che vivono in condizioni di fragilità. Grazie al loro impegno riusciamo a dare sostegno alle attività educative del Centro per Giovani dove i ragazzi sono seguiti da un’equipe di educatori per evitare la dispersione scolastica.

“Il Centro di Aggregazione Giovanile rappresenta uno spazio “safe” dove potersi esprimere, liberi dai codici della strada che influenzano le dinamiche relazioni e dove sperimentare esperienze ludiche e formative accrescendo i bagagli di competenza, favorendo percorsi positivi e prevenendo così comportamenti devianti e a rischio marginalità” inizia così l’incontro con Davide, uno degli educatori del Centro per Giovani.

Davide lavora nell’equipe del CAG da circa 10 anni. Il suo principale strumento di lavoro è la relazione, insieme all’equipe di educatori individuano gli obiettivi pedagogici dei singoli ed entrano in contatto con i ragazzi e le ragazze tramite il gioco e la condivisione del tempo libero, oltre a dare loro un supporto scolastico.

“Gran parte dei ragazzi e delle ragazze che partecipano alle attività proposte è iscritta al doposcuola, che occupa la prima parte di tutti i pomeriggi. Abbiamo relazioni anche con le scuole di riferimento delle persone che seguiamo e quando necessario lavoriamo in rete con altri servizi”.

Il CAG è un punto di riferimento per le famiglie della zona in cui si trova da 25 anni. Il target di riferimento sono preadolescenti e adolescenti spesso caratterizzati da molteplici fragilità sia per la delicata fase della vita che attraversano sia per il contesto sociale di provenienza, difficoltà economiche e disagi familiari.

“Abbiamo ormai accolto figli e figlie di utenti che avevano frequentato la struttura nell’infanzia. Negli anni ho potuto osservare le trasformazioni sociali della piccola ma articolata area urbana che ci circonda, nello specifico le diverse “ondate generazionali” che hanno attraversato il servizio, e prima ancora quella dei miei coetanei, provenendo io stesso dalla zona e avendo frequentato a mia volta il CAG in gioventù”.

Davide al CAG segue i laboratori di musica, insegna chitarra e batteria, competenze che gli hanno permesso di scoprire e alimentare passioni. “La musica in quanto forma d’arte ha il potere di creare un’atmosfera speciale, di pacificare tensioni entrando in contatto con nuove parti di sé e osservare da un’altra prospettiva”.

Davide è felice quando vede un ragazzo che frequenta da anni il servizio e continua a trovare nuovi stimoli nel CAG dando grande fiducia all’intera equipe educativa.

“Durante i momenti di libera aggregazione spesso apriamo la sala prove per lasciare provare in modo naturale gli strumenti e favorirne l’interesse e curiosità. Sotto il monitoraggio di una figura educativa vengono utilizzate le attrezzature. Un giorno durante il doposcuola R. mi chiede se dopo avremmo aperto la saletta perché voleva mostrarci un testo rap che aveva scritto e voleva correggere. Quando arriva, inaspettatamente avvia da solo tutta la procedura cassa, mixer, microfono e volume e ci propone il suo laboratorio di rap. Questo momento è stato interessante perché dal suo testo d’amore sono scaturiti tante altre tematiche ed è stata un’occasione per parlare dei rapporti sentimentali”.

L’equipe degli educatori nonostante le difficoltà a dare risposta agli enormi e profondi bisogni del territorio e il senso di irrequietezza per i problemi intergenerazionali che continuano a sorgere si sentono stimolati ad andare avanti grazie alle storie di successo dei ragazzi cresciuti insieme al CAG e alla capacità dei giovani di trasmettere vitalità.