A volte la vita ti presenta il conto quando meno te lo aspetti. A D. è capitato dodici anni dopo un errore commesso da ragazzino: quando la sua vita era ormai cambiata, la giustizia ha bussato alla porta.
“È stato pesante, non lo nego, perché nel frattempo ero un’altra persona e mi sono ritrovato a pagare per chi ormai non ero più”, ci racconta. “È stata una doccia fredda che poteva buttarmi giù, ma ho scelto di reagire. Ed eccomi qui al centro diurno Azimuth!”.
D. è un metalmeccanico, uno di quelli che sanno unire i metalli con precisione e che ora sta saldando i pezzi della sua vita: “Qui sto ritrovando i miei spazi e gestendo il mio tempo. Prima di dovermi fermare, stavo facendo un corso per diventare saldatore subacqueo, volevo andare a lavorare negli oceani, all’estero, magari a Dubai dove il mio capo ha già mandato i miei colleghi. Il lavoro per me è la base, è il dovere, è quella cosa che se non hai non puoi costruire il resto della tua vita. Per me è stato fondamentale non perderlo durante questo periodo: a settembre, infatti, si ricomincia!”. Gli chiediamo cosa sogna per il suo futuro: “Ho un sogno piccolo ma enorme: essere felice, avere una vita regolare e stare bene in salute. Quando impari a non avere più le cose a cui eri abituato, arrivi all’essenza. Ti rendi conto che tante complicazioni sono solo cose che ti distraggono perché la vita vera si racchiude in poche cose. Ora penso a rimettermi a posto, a riprendermi il mio spazio e la mia normalità. Una volta sistemato me stesso, ci sarà spazio anche per il resto.”
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