Continua la nostra rubrica bimestrale pensata per approfondire i temi che guidano il nostro impegno quotidiano. Ogni due mesi approfondiremo un ambito del nostro agire sociale con cui ci confrontiamo ogni giorno all’interno dei nostri progetti o in quelli che sosteniamo.
Questo mese parliamo di istruzione ed educazione: racconteremo il nostro sguardo su questo ambito, quello di chi lavora sul campo e le storie di chi vive i nostri progetti.
Educare, cioè aiutare a far fiorire i talenti, anche quelli nascosti, che ogni giovane custodisce dentro di sé. Istruire, cioè fornire conoscenze e nozioni sulla natura, sulle società umane, sulle procedure tecniche, sui principi della scienza e sulle norme che regolano la vita comune.
Affinché un percorso educativo abbia un esito positivo è necessario costruire una relazione significativa, onesta e orientata alla ricerca del bene. Ci si potrebbe illudere, invece, che per fornire istruzione non sia necessario un legame relazionale. Per assurdo, potrebbe bastare un buon libro. Questo equivoco probabilmente è una delle cause di molti abbandoni scolastici.
Noi guardiamo a quelli che rimangono indietro, a quelle che fanno fatica a stare sedute al banco, a chi è cresciuto in una famiglia più complicata, o assente, o semplicemente con poche risorse economiche, sociali e culturali per immaginare di proseguire con gli studi.
Promuoviamo un ambiente che sappia accogliere e includere tutti e tutte e che, attraverso la relazione, generi legami tra pari e con il mondo adulto. Uno spazio dove ascoltiamo i bisogni e offriamo risposte specifiche.
Con i nostri progetti cerchiamo di rimediare a quella che troppe volte è una carenza della scuola, a causa di alcune rigidità strutturali che non permettono a questa istituzione di garantire concretamente pari opportunità.
Nelle periferie sud ovest della città offriamo opportunità di inclusione e di crescita: al “Barrio’s” e al “Centro per Giovani” ai ragazzi e le ragazze che partecipano al doposcuola; in Lombardia e Campania ai giovani che accompagniamo all’Università attraverso le nostre borse di studio “Gianfranco De Martini” e “Uni.ON”.
Il sostegno allo studio diventa anche sostegno educativo e coinvolgimento delle famiglie e della scuola per dare risposte specifiche e individuali agli ostacoli che impediscono l’inclusione nella carriera scolastica, sia durante le scuole secondarie che in vista dell’accesso all’università.
Nelle nostre periferie cerchiamo di portare uguaglianza, lavorando per realizzare pari opportunità in un mondo in cui le diverse condizioni di partenza possono determinare i percorsi di vita.
Le voci dal campo
Nei nostri centri per giovani e nei progetti di istruzione ed educazione incontriamo una gran varietà di ragazze e ragazzi con famiglie e background differenti: chi ha genitori presenti, chi disattenti, chi è stato incoraggiato allo studio e chi ha trovato da solo la forza per viverlo come riscatto. Tutti però partono un passo indietro. Hanno sogni e ambizioni, ma spesso non le competenze emotive e relazionali per crederci davvero. Paure e insicurezze sono alimentate da famiglia e scuola, oggi in difficoltà ad affrontare gli alti e bassi dell’adolescenza. I nostri adolescenti – a volte adulti troppo presto, altre trattati ancora come bambini – non si sentono legittimati: vengono contenuti nelle emozioni e inquadrati come fragili; così per gli adulti diventa più semplice fare al posto loro invece che accompagnarli.
Ma come si cammina insieme?
I nostri educatori provano a porsi come adulti credibili, con esempi concreti e uno sguardo “allargato”. Parlano, ascoltano, chiedono tutti i giorni qualcosa: sono giovani spiazzati, confusi, non abituati a raccontarsi né a sentirsi considerati. Forse una cosa l’abbiamo capita: sono tutti differenti e – invece di frustrare le diversità con un modello unico – cerchiamo di andare verso di loro, per capire come stare con loro.
Lo facciamo quando li orientiamo alle scelte, quando mostriamo che non ci sono percorsi obbligati e che si può sempre cambiare strada. Ricordiamo che l’errore è parte della crescita e ci mostriamo fallibili: solo così diventiamo adulti autorevoli.
La grande sfida è lasciarli liberi di essere chi vogliono e aiutarli a scegliere la versione migliore di sé. In questo ci aiuta lo sguardo esterno che abbiamo su di loro e il lavoro in equipe: la diversità dei punti di vista e la possibilità di alleggerire il carico emotivo nel gruppo ci permettono un continuo “sguardo di controllo” su ciò che stiamo facendo.
Storie di istruzione ed educazione dal campo
Leggi le testimonianze di chi vive i nostri progetti:
scegli la storia che vuoi approfondire e scopri di più!
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Al Centro per Giovani per realizzare i propri sogni
La storia di Zyad e Malak al Centro per Giovani “Ermanno Olmi”.
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«Con Uni.ON ho trovato il mio posto»
La storia di Yoana all’interno del progetto “Uni.ON – Accendi il tuo futuro”.
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L’Università per sognare il proprio futuro
La storia di Martina all’interno del progetto Borse di Studio “Gianfranco De Martini”.


